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Sidi Bou Said in Tunisia
Sidi Bou Said è una delle tappe classiche delle escursioni dei tour operator.
Le sue origini antiche risalgono ai Cartaginesi. L'abitato prese il nome da
Bou Said Khalaf el Beji, un uomo che si ritirò in preghiera attorno al 1200.
Attorno alla sua tomba fu eretto un marabutto che divenne meta di
pellegrinaggi.
Sidi Bou Said è di un pittoresco villaggio di tipiche case bianche arabe con le porte e le finestre
colorate di un blu intenso. Il tutto è reso ancora più bello dalla eccezionale luminosità della zona, che fa risaltare il blu, e dalle splendide bouganville fiorite ed i fiori di gelsomino che
decorano le case nelle strette viuzze.
Sidi Bou Said è quindi la perfetta riproduzione di un piccolo borgo arabo
andaluso.
Stupendi i portali damascati con borchie nere e colorati di azzurro così
come le finestre e le porte interne. Ai piani superiori delle case sporgono
graziose verande in legno lavorato, esse fungono da velo protettivo ai raggi
solari ed un tempo consentivano alle donne di osservare il mondo esterno
senza essere viste.
Tutto il borgo è sottoposto a vincolo conservativo e gli abitanti sono
obbligati a ridipingere le case nei colori originali. La via principale
porta dritto al celebre Café des Nattes che si trova in tutti i depliants
turistici ed immortalato in celebri foto. Qui si può gustare un tè alla
mente con pinoli; oppure al meno noto Café Sidi Chabain. Dalla sua terrazza
si gode di un magnifico tramonto su Tunisi e i suoi dintorni. Solo dopo
questi momenti si può capire che cosa abbia spinto personaggi famosi come
André Gide e Simon de Beauvoir, il pittore Paul Klee e lo scrittore
Chervantes a soggiornare in questo piccolo paradiso. Se siete qui ad Agosto
non dovete assolutamente perdere la festa religiosa della Kharja, tra le più
importanti della Tunisia. Tutto il borgo è invaso da varie confraternite che
ricordano così l'eroico sacrificio dei martiri islamici caduti per mano dei
francesi nel 1271.
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