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Resti archeologici di Cartagine
I resti archeologici di Cartagine possono risultare molto deludenti, se uno si aspetta grandi scavi archeologici a testimonianza della rilevanza storica della città nell'epoca antica.
Oggi infatti Cartagine è una ricca periferia di Tunisi, con ville e giardini, che nascondono i resti delle città antiche (Cartagine punica e Cartagine romana). I resti di Cartagine appaiono frammentati e difficilmente individuabili.
I principali siti sono visibili nella zona sono:

Tophet
Il Tophet era una delle principali aree sacre della città punica ( periodo dal VII al II sec. a.C.). Ora resta solo un giardino disseminato di stele. Secondo alcuni storici, il tophet era un grande spazio sacro a cielo aperto, dove si svolgevano cerimonie sacre in onore delle divinità di Tanit e Baal Hammon, durante le quali si compivano sacrifici umani (soprattutto bambini: questo spiegherebbe le numerosissime sepolture di bambini nell'area. Alcuni storici però negano, salvo casi rarissimi, il sacrificio umano di bambini e sostengono che Tophet sungesse da necropoli per i bambini).
Centinaia sono le urne ritrovate nel tophet, ognuna segnalata in superficie da una stele con dei simboli sacri. Il simbolo più ricorrente è quello della dea Tanit: un triangolo sormontato da una linea orizzontale e da un cerchio. Gli scavi dimostrano che ci sono stati vari livelli di utilizzo tra l'VIII e il II sec. a.C.: ogni volta infatti che lo spazio risultava completamente occupato, il terreno veniva rialzato per un nuovo utilizzo.

Il porto militare
Il porto militare conserva la forma circolare con al centro un isolotto dove aveva sede il comando.
Poteva contenere oltre 200 navi riparate nei bacini di carenaggio e nascoste alla vista di chi arrivava dal mare.
Attualmente, l'unica struttura di un certo interesse nel porto militare è uno scivolo per l'alaggio. Nel piccolo edificio di fianco all’ingresso c’è un plastico dettagliato di com’era il porto.

L'antiquarium
Si tratta di un piccolo museo, che raccoglie materiale datato tra il V e il VII secolo d.C.
Di particolare interesse il mosaico della "domus degli Aurighi greci". Il mosaico rappresenta quattro aurighi, vestiti dei colori delle loro fazioni (blu, verde, rosso e bianco), con la corona e il ramo di palma dei vincitori delle competizioni.
In questo museo eravamo gli unici visitatori e nella visita siamo stati accompagnati dal direttore del museo che ci ha fatto da guida. Dell'antiquarium fanno parte anche i resti di una basilica paleocristiana, con alcuni mosaici ancora in loco.

il Museo Archeologico e il quartiere di Annibale
Il museo raccoglie reperti provenienti dagli scavi di Cartagine, sia di epoca punica sia di epoca romana e ripercorre la sua storia.
Di fronte al Museo c'è l'area archeologica che ha conservato anche testimonianze di epoca punica datate dal II sec. a.C. e che si sono conservate perchè seppellite dai Romani per creare una terrazza su cui costruire il foro. Del quartiere punico rimangono le stradine, le case e le botteghe. Le case sono a forma rettangolare, con un cortile centrale sul quale si apre la grande sala in cui venivano accolti gli ospiti. Sotto la casa c'era una cisterna dove canalizzazioni che scendevano dai tetti a terrazza, convogliavano l'acqua piovana. A quest'acqua si poteva attingere da un pozzo del cortile

Le terme di Antonino
Il parco archeologico delle terme di Antonino è il più esteso dei siti archeologici di Cartagine e risulta anche quello più spettacolare. Poco oltre l’ingresso del parco archeologico si trova una un edificio, databile al IV sec. d.C., probabilmente una schola, cioè sede di un’associazione religiosa, perché vi si trova un mosaico con scene di fanciulli e ghirlande di fiori, che farebbero pensare ai preparativi per una cerimonia. Oltre la schola si distinguono i resti di abitazioni, in una delle quali, sotto il cortile, si intravede una cisterna di raccolta per l'acqua piovana. Più oltre si giunge a una grande basilica di epoca bizantina e una necropoli punica. Si giunge poi su una grande terrazza affacciata sul complesso delle terme di Antonino, costruite tra il 146 e il 162 d.C. Quello che resta delle terme è solo la base del complesso che ospitava tutti i servizi. Il piano superiore, quello cioè che ospitava le terme vere e proprie non esiste più. Le dimensioni però sono stupefacenti e con un po’ d’immaginazione si può immaginare come dovevano essere: il frigidarium da solo era grande circa 1000 mq e alto 30. Una delle 8 colonne alte 20 metri, che reggevano la volta del frigidarium, è stata innalzata ed è sormontata da un capitello di 4 tonnellate. Altrettanto spettacolare per le dimensioni è il sotterraneo del complesso del calidarium.